Missioni... possibili

Il giornalista scientifico e scrittore Antonio Lo Campo è tornato a trovarci. Dopo essere già intervenuto due mesi fa con l’astronauta Franco Malerba per la presentazione del loro libro “Professione astronauta”, venerdì 3 maggio è salito nuovamente sul palco e lì, ci ha portato anche il suo vasto, emozionante e sostanzioso bagaglio di conoscenza in materia di astronautica.

Sono state due ore intense, trascorse con il fiato corto anche per il pubblico che ha attraversato decenni di storia di missioni spaziali passando tra i tentativi di prevalere delle due grandi potenze mondiali USA e URSS in piena guerra fredda.

Per oltre un decennio, la vera missione è stata quella di arrivare primi: primi a lanciare una capsula (Sputnik) con a bordo una cagnetta, la famosa Laika, seguita poi dalla fazione opposta con lo scimpanzé Ham nel 61, primi a produrre la prima foto del lato nascosto della Luna, primi a far compiere un volo orbitale con uomo a bordo (Yuri Gagarin – URSS) seguito dal primo astronauta americano John Glenn un anno più tardi. Spetta ancora all’Unione Sovietica il primato per aver lanciato la prima donna nello spazio (Valentina Tereskova) e a quello della prima passeggiata spaziale.

Gli Usa realizzano i primi programmi spaziali di voli con umano a bordo prevedendo la presenza di un pilota nelle sonde Mercury e due, nelle Gemini, nate con questo nome proprio per la presenza di due uomini oltre che al primo computer di bordo.

Il terzo programma, Apollo, ebbe il ruolo cardine per la conquista della Luna. Facendo riferimento a queste missioni il Presidente John Kennedy, il 25 maggio 1961 comunicò alla nazione l’obiettivo di far atterrare l’uomo sulla Luna entro il decennio. Apollo porterà in totale 12 astronauti a passeggiare sul suolo lunare nonostante le ingenti perdite in termini di vite umane e capitali.

La Luna era conquistata. E in seguito? C’era tutto lo spazio là fuori da esplorare e occorreva farlo con mezzi tecnologicamente migliori e con equipaggi più numerosi. Nasce l’era degli Space Shuttle (1981-2011) un sistema di lancio spaziale riutilizzabile della NASA, adibito a missioni spaziali in orbita intorno alla Terra.

Si giunge ai tempi attuali, l’asticella dei traguardi è stata spostata un po’ più in là, in direzione del pianeta Marte, una missione che incontrerà una lunga serie di ostacoli ma che è già nel futuro dell’uomo.

L’obiettivo di raggiungere nuovamente la Luna non è stato abbandonato ma anzi, l’intenzione di stabilirvi una presenza permanente creando una base spaziale che funzionerà come piattaforma operativa per esplorazione della sua superficie ed eventualmente trasformarla come base di lancio per le missioni destinate a Marte, è già progetto.

Chissà di quali altre conquiste saranno testimoni le generazioni future e chissà se queste avverranno per il puro scopo di scoperta scientifica da cui la Terra ricaverà benefici o se sarà la Terra stessa che, esausta dal comportamento umano, indicherà lo spazio come unica via di salvezza.

kc

 

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